Documento di A&I sui rapporti tra politica e magistratura

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DOCUMENTO PRESENTATO NEL CORSO DELLA RIUNIONE DEL C.D.C. DELL’A.N.M. IL 22 APRILE 2017

Autonomia&Indipendenza ribadisce la necessità di regolamentare la questione della carriera degli esponenti politici provenienti dalla magistratura.

Osserva come il ritardo che si è registrato nell’intervento e le possibile perdita di credibilità istituzionale che ciò può comportare – in questo come in altri settori – sia unicamente dovuto alla inerzia della politica che dovrebbe provvedere a regolamentare una questione riguardante dei propri esponenti, questione rispetto alla quale i magistrati non hanno alcun interesse se non quello alla credibilità delle Istituzioni.

Respinge pertanto le pretestuose critiche rivolte al sistema giudiziario in relazione alle funzioni esercitate da magistrati provenienti da incarichi politici, anche perché espresse da chi avrebbe potuto e dovuto preoccuparsi di scrivere regole chiare.

Rileva che, se per un verso non può essere pregiudicato il diritto all’elettorato passivo che spetta a tutti i cittadini, per altro verso lo svolgimento di un ruolo politico comporta la perdita della terzietà e si rende di fatto incompatibile con il ritorno alla funzione giudiziaria.

Auspica pertanto che un eventuale reingresso di esponenti politici nei ruoli dell’amministrazione della giustizia possa avvenire in funzioni di natura amministrativa o comunque estranee all’esercizio diretto della giurisdizione.

Ritiene insufficiente la previsione – contenuta nel D.d.L. già approvato dal Senato – di un rientro in servizio in distretti diversi da quello di origine, nonché assolutamente pericolosa ed inaccettabile la previsione di illeciti disciplinari connessi alle situazioni di incompatibilità che comunque potrebbero determinarsi, in quanto misure che avrebbero l’effetto ancora una volta di scaricare l’inerzia o l’incapacità del Legislatore sul sistema giudiziario e sui diritti dei cittadini.

Condivide invece l’emendamento presentato nel corso dell’approvazione del D.d.L. in Senato che impedirebbe ai magistrati che ricoprono incarichi fuori ruolo di diretta collaborazione con autorità politiche di essere nominati per ricoprire incarichi direttivi, se non dopo trascorso almeno un anno dal rientro in ruolo, pur auspicando che detto limite venga esteso a tutti i magistrati fuori ruolo.

I componenti di A&I del C.D.C.

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